I tesori nascosti di Via de' Rustici a Firenze.
di Vanni Santoni - Corriere Fiorentino del 10 aprile 2023
di Vanni Santoni - Corriere Fiorentino del 10 aprile 2023
In pochissimi metri sono concentrati palazzi storici di rara bellezza: la storia di una famiglia fiorentina poco nota.
Via de’ Rustici è un esempio perfetto di «basso profilo fiorentino», laddove l’espressione indica che i tesori sono solo meglio nascosti tra le pieghe della storia rispetto ad altri luoghi. I Rustici vengono del resto citati di rado tra le prime famiglie fiorentine, per via di una dispersione in vari rami che portò al declino del «grifo dorato col capo d’aquila imperiale» nella politica cittadina. Non che non ebbero poi figure di rilievo: si ricorderà almeno l’orafo Marco di Bartolommeo, a cui si devono i fedeli disegni frontali delle facciate delle nostre chiese, ancor oggi riprodotti in ogni dove.
Prima dell’avvento dei Rustici, la via si chiamava via de’ Peruzzi, per i banchieri proprietari di quasi tutto il quartiere; furono i primi a costruirvi palazzi, facendo scomparire le abitazioni altomedievali, di cui si può tuttavia vedere un esempio residuo, al civico 1.
Il resto sono palazzi, e dei più nobili, ancorché ignoti agli itinerari turistici. Casa Mannini al 3, dove si scorge ancora l’antica struttura con finestre a ghiera; il palazzo Visconti di Modrone, al 4, perfetto esempio di architettura cinquecentesca; il «secondo palazzo Peruzzi» al 5, dove i ritocchi settecenteschi non nascondono la struttura di tre secoli prima; il palazzo Venerosi-Pesciolini al 7, che invece nel ‘700 mutò completamente (ma guadagnò il suo portale ad arco), e ancora il cinquecentesco Palazzo Borgianni all’8.
All’angolo con piazza dei Peruzzi c’era anche la Loggia dei Peruzzi, poi distrutta. Un luogo, insomma, di segreto incanto, oggi e ancor più ai tempi di Marco di Bartolommeo de’ Rustici, che, quando rientrò dal pellegrinaggio in Terrasanta nel 1447, ebbe l’impressione «d’esser tornato in paradiso» visto che trovò la sua strada, e la sua città, meglio di tutto quanto visto in Medio Oriente, e decise così di ritrarre le sue bellezze.
Una storia analoga ma opposta è quella che vide protagonista il suo parente Giovan Francesco Rustici quasi un secolo dopo: grande amico di Leonardo, era famoso come organizzatore di lieti bagordi nella Loggia di famiglia; quando tornò dopo l’Assedio di Firenze, trovandola distrutta, coi palazzi vicini mezzi bruciati, restò così male che non volle restare in città, e si lasciò morire lontano — a conti fatti un eccesso di melancolia, dato che, sia pur non trovando più la gloria passata, via dei Rustici ancora oggi sa mostrare i suoi tesori a chi ha occhio per vederli.